Messaggio per la 51° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (11 maggio 2014)

Tema: Le vocazioni, testimonianza della verità

Cari fratelli e sorelle!

1. Il Vangelo racconta che «Gesù percorreva tutte le città e i villaggi … Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe”» (Mt 9,35-38). Queste parole ci sorprendono, perché tutti sappiamo che occorre prima arare, seminare e coltivare per poter poi, a tempo debito, mietere una messe abbondante. Gesù afferma invece che «la messe è abbondante». Ma chi ha lavorato perché il risultato fosse tale? La risposta è una sola: Dio. Evidentemente il campo di cui parla Gesù è l’umanità, siamo noi. E l’azione efficace che è causa del «molto frutto» è la grazia di Dio, la comunione con Lui (cfr Gv 15,5). La preghiera che Gesù chiede alla Chiesa, dunque, riguarda la richiesta di accrescere il numero di coloro che sono al servizio del suo Regno. San Paolo, che è stato uno di questi “collaboratori di Dio”, instancabilmente si è prodigato per la causa del Vangelo e della Chiesa. Con la consapevolezza di chi ha sperimentato personalmente quanto la volontà salvifica di Dio sia imperscrutabile e l’iniziativa della grazia sia l’origine di ogni vocazione, l’Apostolo ricorda ai cristiani di Corinto: «Voi siete campo di Dio» (1 Cor 3,9). Pertanto sorge dentro il nostro cuore prima lo stupore per una messe abbondante che Dio solo può elargire; poi la gratitudine per un amore che sempre ci previene; infine l’adorazione per l’opera da Lui compiuta, che richiede la nostra libera adesione ad agire con Lui e per Lui.

2. Tante volte abbiamo pregato con le parole del Salmista: «Egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo» (Sal 100,3); o anche: «Il Signore si è scelto Giacobbe, Israele come sua proprietà» (Sal 135,4). Ebbene, noi siamo “proprietà” di Dio non nel senso del possesso che rende schiavi, ma di un legame forte che ci unisce a Dio e tra noi, secondo un patto di alleanza che rimane in eterno «perché il suo amore è per sempre» (Sal 136). Nel racconto della vocazione del profeta Geremia, ad esempio, Dio ricorda che Egli veglia continuamente su ciascuno affinché si realizzi la sua Parola in noi. L’immagine adottata è quella del ramo di mandorlo che primo fra tutti fiorisce, annunziando la rinascita della vita in primavera (cfr Ger 1,11-12). Tutto proviene da Lui ed è suo dono: il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro, ma – rassicura l’Apostolo – «voi siete di Cristo e Cristo è di Dio» (1 Cor 3,23). Ecco spiegata la modalità di appartenenza a Dio: attraverso il rapporto unico e personale con Gesù, che il Battesimo ci ha conferito sin dall’inizio della nostra rinascita a vita nuova. È Cristo, dunque, che continuamente ci interpella con la sua Parola affinché poniamo fiducia in Lui, amandolo «con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza» (Mc 12,33). Perciò ogni vocazione, pur nella pluralità delle strade, richiede sempre un esodo da se stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo. Sia nella vita coniugale, sia nelle forme di consacrazione religiosa, sia nella vita sacerdotale, occorre superare i modi di pensare e di agire non conformi alla volontà di Dio. E’ un «esodo che ci porta a un cammino di adorazione del Signore di servizio a Lui nei fratelli e nelle sorelle» (Discorso all’Unione Internazionale delle Superiore Generali, 8 maggio 2013). Perciò siamo tutti chiamati ad adorare Cristo nei nostri cuori (cfr 1 Pt 3,15) per lasciarci raggiungere dall’impulso della grazia contenuto nel seme della Parola, che deve crescere in noi e trasformarsi in servizio concreto al prossimo. Non dobbiamo avere paura: Dio segue con passione e perizia l’opera uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi e, tuttavia, intende conseguirlo con il nostro assenso e la nostra collaborazione.

3. Anche oggi Gesù vive e cammina nelle nostre realtà della vita ordinaria per accostarsi a tutti, a cominciare dagli ultimi, e guarirci dalle nostre infermità e malattie. Mi rivolgo ora a coloro che sono ben disposti a mettersi in ascolto della voce di Cristo che risuona nella Chiesa, per comprendere quale sia la propria vocazione. Vi invito ad ascoltare e seguire Gesù, a lasciarvi trasformare interiormente dalle sue parole che «sono spirito e sono vita» (Gv 6,62). Maria, Madre di Gesù e nostra, ripete anche a noi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!» (Gv 2,5). Vi farà bene partecipare con fiducia ad un cammino comunitario che sappia sprigionare in voi e attorno a voi le energie migliori. La vocazione è un frutto che matura nel campo ben coltivato dell’amore reciproco che si fa servizio vicendevole, nel contesto di un’autentica vita ecclesiale. Nessuna vocazione nasce da sé o vive per se stessa. La vocazione scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno. Non ha forse detto Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35)?

4. Cari fratelli e sorelle, vivere questa «misura alta della vita cristiana ordinaria» (cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo millennio ineunte, 31), significa talvolta andare controcorrente e comporta incontrare anche ostacoli, fuori di noi e dentro di noi. Gesù stesso ci avverte: il buon seme della Parola di Dio spesso viene rubato dal Maligno, bloccato dalle tribolazioni, soffocato da preoccupazioni e seduzioni mondane (cfr Mt 13,19-22). Tutte queste difficoltà potrebbero scoraggiarci, facendoci ripiegare su vie apparentemente più comode. Ma la vera gioia dei chiamati consiste nel credere e sperimentare che Lui, il Signore, è fedele, e con Lui possiamo camminare, essere discepoli e testimoni dell’amore di Dio, aprire il cuore a grandi ideali, a cose grandi. «Noi cristiani non siamo scelti dal Signore per cosine piccole, andate sempre al di là, verso le cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali!» (Omelia nella Messa per i cresimandi, 28 aprile 2013). A voi Vescovi, sacerdoti, religiosi, comunità e famiglie cristiane chiedo di orientare la pastorale vocazionale in questa direzione, accompagnando i giovani su percorsi di santità che, essendo personali, «esigono una vera e propria pedagogia della santità, che sia capace di adattarsi ai ritmi delle singole persone. Essa dovrà integrare le ricchezze della proposta rivolta a tutti con le forme tradizionali di aiuto personale e di gruppo e con forme più recenti offerte nelle associazioni e nei movimenti riconosciuti dalla Chiesa» (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo millennio ineunte, 31).

Disponiamo dunque il nostro cuore ad essere “terreno buono” per ascoltare, accogliere e vivere la Parola e portare così frutto. Quanto più sapremo unirci a Gesù con la preghiera, la Sacra Scrittura, l’Eucaristia, i Sacramenti celebrati e vissuti nella Chiesa, con la fraternità vissuta, tanto più crescerà in noi la gioia di collaborare con Dio al servizio del Regno di misericordia e di verità, di giustizia e di pace. E il raccolto sarà abbondante, proporzionato alla grazia che con docilità avremo saputo accogliere in noi. Con questo auspicio, e chiedendovi di pregare per me, imparto di cuore a tutti la mia Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, 15 gennaio 2014

FRANCESCO


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Un frutto che matura dove la terra è buona – Messaggio di Papa Francesco per la GMPV 2014

Le vocazioni come testimonianza di verità nel messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale

L’Osservatore Romano, 16 gennaio 2014

«La vocazione scaturisce dal cuore di Dio», ma germoglia solo «nella terra buona del popolo fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno», ed «è un frutto che matura nel campo ben coltivato dell’amore reciproco che si fa servizio vicendevole, nel contesto di un’autentica vita ecclesiale».
 Sadao Watanabe, "Il seminatore" (1975)
Perché «nessuna vocazione nasce da sé o vive per se stessa». È quanto scrive Papa Francesco nel messaggio inviato ai vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati e ai fedeli di tutto il mondo in vista della cinquantunesima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebrerà l’11 maggio prossimo, IV domenica di Pasqua.Nel documento, che ha per tema «Le vocazioni, testimonianza della verità», il Pontefice si rivolge in particolare a quanti «sono ben disposti a mettersi in ascolto della voce di Cristo che risuona nella Chiesa, per comprendere quale sia la propria vocazione», invitando «ad ascoltare e seguire Gesù», lasciandosi «trasformare interiormente dalle sue parole che “sono spirito e sono vita”». Perché, ha spiegato, fa «bene partecipare con fiducia ad un cammino comunitario che sappia sprigionare le energie migliori», nella consapevolezza che «vivere la “misura alta della vita cristiana ordinaria”, significa talvolta andare controcorrente e comporta incontrare anche ostacoli, fuori di noi e dentro di noi».Il Papa ricorda poi che «Gesù stesso ci avverte» che «il buon seme della Parola di Dio spesso viene rubato dal Maligno, bloccato dalle tribolazioni, soffocato da preoccupazioni e seduzioni mondane». Ma tutte queste difficoltà non devono scoraggiare il cristiano, facendolo «ripiegare su vie apparentemente più comode». Infatti, aggiunge Papa Francesco, «la vera gioia dei chiamati consiste nel credere e sperimentare che Lui, il Signore, è fedele, e con Lui possiamo camminare, essere discepoli e testimoni dell’amore di Dio, aprire il cuore a grandi ideali, a cose grandi». «Siamo “proprietà” di Dio non nel senso del possesso che rende schiavi, ma di un legame forte che ci unisce a Dio e tra noi, secondo un patto di alleanza che rimane in eterno “perché il suo amore è per sempre”».

Immagine e Tema dell’anno vocazionale e della Giornata Mondiale 2014

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“Vocazioni testimonianza della Verità”, è il tema della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni – GMPV 2014

Il n. 9 della Lettera Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in Veritate, proposto come testo magisteriale di riferimento, afferma che alla Chiesa è richiesta la consapevolezza di dover compiere una missione di verità «in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione».

La verità della vita, che è bene ricevuto e bene donato, è il progetto fondamentale che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo. La pastorale vocazionale, allora, è chiamata a servire ogni persona, perché possa riconoscere in questo progetto la realizzazione di sé e della propria verità.

Aprirsi ad una ricerca coraggiosa della Verità significa:

  • vivere il passaggio dallo spirito del timore allo spirito dell’amore
  • vivere la propria esperienza di vita come realtà non subita, ma come opportunità scelta e voluta; le realtà subite pesano, le realtà scelte sono quelle che si compiono più volentieri
  • non temere di cercare aiuto nell’altro, per imparare a riconciliarsi con la propria solitudine, con la propria inutilità, con la propria fragilità. Le persone, oggi, si sentono molto sole, anche se viviamo nella cultura della comunicazione. Si sentono inutili, soprattutto se compresse in logica di efficienza totale
  • imparare a riconciliarsi anche con la fragilità della propria realtà di peccato. San Paolo diceva: “Vedo il bene che c’è da fare, ma faccio il male che non voglio”.

La Verità, allora,  porta ad un atteggiamento di Misericordia sperimentata e donata, come spesso ci ricorda Papa Francesco.

E’ la logica che sottende i primi 4 sussidi vocazionali proposti alle comunità cristiane: per una comprensione della tematica dell’anno vocazionale a 360° (schede); per un itinerario con i giovani e gli adolescenti (i due sussidi ad essi dedicati); per una pratica diffusa di preghiera vocazionale, che è la vera sorgente di ogni scelta vocazionale (sussidio per la preghiera di Lodi e Vespri).

Calendario iniziative diocesane 2013-2014

PASTORALE VOCAZIONALE – CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI

Celebrazioni

domenica 2 febbraio 2014     XVIII Giornata mondiale della Vita consacrata

sabato 10 maggio 2014          Veglia per le Vocazioni

domenica 11 maggio 2014     LI Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni

Incontri di preghiera

ogni 2° giovedì del mese, nelle singole parrocchie: Adorazione Eucaristica per le vocazioni

ogni 2° sabato del mese ore 7.30, Santuario della Pallavicina: Preghiera del Rosario e Santa Messa

  • sabato 14 settembre 2013 – Comunità del Seminario
  • sabato 12 ottobre 2013 – Zona Urbana e AGeSCI
  • sabato 9 novembre 2013 – Zona Nord e Azione Cattolica
  • sabato 14 dicembre 2013 – Zona Sud e Comunione e Liberazione
  • sabato 11 gennaio 2014 – Zona Ovest e MCL
  • sabato 8 febbraio 2014 – Religiosi e Religiose
  • sabato 8 marzo 2014 – Zona Est e UNITALSI
  • sabato 12 aprile 2014 – Centro Diocesano Vocazioni
  • sabato 10 maggio 2014 – Zona Suburbana e Assoc. Papa Giovanni XXIII
  • sabato 14 giugno 2014 – Comunità del Seminario

Grazie per la collaborazione e la preghiera!

Il Blog del CDV di Crema

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